Presentazione

Il circolo Arci Unwound nasce nel settembre 2006 dal recupero di uno spazio industriale degli anni '60 del quale sono state mantenute le caratteristiche originarie: vuol semplicemente essere un punto d'incontro, uno spazio musicale che, sia nelle serate di dj set sia nelle scelte dei live, guarda all’ avanguardia, alla sperimentazione e al rock'n roll.

La serata del giovedì è riservata alle rassegne cinematografiche con l'obiettivo di affiancare a figure di riferimento e fondatrici, opere di artisti di diverse generazioni, di aree e bacini di provenienza fra loro distanti e di formazioni differenti.
Particolare attenzione è riservata alle pratiche artistiche contemporanee del digitale per promuovere a Padova la conoscenza di progetti culturali legati alla sperimentazione dei linguaggi audiovisivi e , sopratutto, il dialogo e l’interazione tra performance visiva e performance musicale indagando in particolare due linguaggi che si intersecano sempre piu’ strettamente: le arti digitali e la musica elettronica.

La musica dal vivo è centrale nella programmazione del circolo: uno spazio insonorizzato e attrezzato, un back stage confortevole è aperto ai gruppi e agli interpreti, sopratutto internazionali, che, pur con stili musicali diversi, hanno come base comune la qualità e l'originalità della proposta.

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DigitalArt:

è online il bando di partecipazione 2010


Sabato 13 Marzo 2010




Martedì 6 Aprile 2010


A SILVER MT. ZION (USA)

post rock/folk

Che Cormac McCarthy abbia indicato quale colonna sonora ideale per "La Strada" la musica dei Silver Mt. Zion non stupisce.
Nati come side-project dei Goodspeed You!Black Emperor, e guidati dl carisma di Efrim Menuck , che dei GSYBE! è stato il fondatore, i Silver Mt. Zion hanno saputo creare un sound personalissimo e atipico capace di innovare e a spingere un po’ più in là i confini creativi del post-rock incrociandolo con fascinazioni folk est-europee, musica tzigana e chamber-rock in una combinazione di straordinaria intensità emotiva che scava con ritmo nelle zone più remote dell'animo.
Lunghe suite sfiorano la catarsi spirituale proponendo canti lacerati, impetuose frustate passionali, vorticosi climax, austerità classica. Così lo slancio tragico si fonde a un'attitudine prettamente emozionale, culminando in istanti di massima catarsi, di orgasmo dei sensi, di spasmodico caos. Immergersi in un disco dei Silver Mt. Zion è di consueto un rituale, un fuga spontanea da quella realtà frenetica che spesso condiziona la nostra quotidianità.
All’Unwound tornano con il nuovo lavoro Kollaps Tradixionales album numero sei, in uscita l’8 febbraio sempre per Constellation.
Menuck si conferma un talento non solo dal punto di vista compositivo, la sua poetica amara ha da sempre alimentato i testi del gruppo, vere e proprie disamine sociali, che alla storia guardano sempre con reverenza. Lui è anche l'unico chitarrista della band, affiancato dai violini di Sophie Trudeau e Jessica Moss, che congelano la modernità rock di Kollaps Tradixionales in congetture neo-classiche. Poi il contrabbasso ancora di Thierry Amar che unitamente alla batteria del nuovo batterista David Payant costituisce un'emblematica sezione ritmica, che pur incorporando le informazioni della scuola jazz ed improvvisativa, prepara un tappeto armonico sostanziale per le evoluzioni della sei corde e dei violini stessi.
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Martedì 13 Aprile 2010


WHY? (USA)

pop/post rock

Lo scioglimento dei cLOUDDEAD è stato uno dei momenti più sconsolanti per chi è appassionato di musica. La perdita di un collettivo che in pochissimi album aveva saputo tracciare una strada nuovissima e pericolosa di destrutturazione al formato canzone. “Ten” era un apice difficilmente ripetibile e consegnava al trio una pesante nomea di gruppo cult. È da tutti questi presupposti che nascono le carriere soliste di Doseone, Odd Nosdam e Jonathan "Yoni" Wolf, in arte Why?.
Per Why?, l’anima più melodica dei cLOUDDEAD, la critica arriva a parlare come di un “bardo della generazione”, nel senso di interprete esemplare del suo tempo, l'ultima volta lo si era detto di... Beck? Volendo tornare indietro, forse di Patti Smith, di Bob Dylan.
Questo perché Wolf non cessa di rimescolare le carte del pop, innovare, forgiare nuovi linguaggi.
E’ incredibile vedere come quella vena di pop postmoderno e trasversale continui ad albergare nella sua musica: refrattario a ogni intellettualismo, post- senza volerlo essere, ma semplicemente perché gli viene così. E’ uno dei rari casi del rimanere artisti in un mondo teso a fagocitarti: nascondersi dietro alle proprie composizioni sempre diverse, mandare queste allo sbaraglio e vedere cosa succede così da raccontarlo la volta dopo.
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Venerdì 30 Aprile 2010


WOODEN SHJIPS (USA)

psych folk rock

Opening : Edible Woman

post punk

Insieme a Black Mountain e Black Angels i Wooden Shjips sono la band culto dell’attuale scena psichedelica americana.
Una band capace di creare un sound incredibile e innovativo pur bagnandolo nello stesso acido lisergico dei Doors, nel garage psichedelico dei 13th Floor Elevators, nel krautorock tedesco, nello space rock tenebroso degli Hawkwind abbracciando anche le ipnotiche sonorità shoegaze alla Spacemen 3, e la neo-psichedelia in stile Dadamah.
Niente nella musica dei Wooden Shjips è manieristico, hanno amalgamato così perfettamente le tante esperienze, generi, artisti, dagli anni ’60 ad oggi, che il risultato sembra essere qualcosa di totalmente nuovo: un perfetto mélange di passato e presente, dotato di una costante tensione al futuro, concretizzato in un flusso compatto e denso di suoni allucinati, ipnotici, taglienti, ossessivo, caratterizzato dall’organo e da chitarre sature di feedback che fa contemporaneamente sospirare per il passato ormai andato ed annusare un’aria vivificante di progresso e avvenire.
All’Unwound portano il loro ultimo album Holy mountains (2009) per il quale la critica parla di ennesimo capolavoro: l’ennesimo viaggio nello spazio, o nella mente, comunque sia in una dimensione immateriale, infinita, fatta di pensieri e sensazioni, di paure e di pulsioni istintive. Gli eco vanno ad intrecciarsi, perdersi, sciogliersi nelle trame fluide dell’organo, e vengono solcati e cavalcati dagli assoli sublimati e psichedelici della chitarra di Johnson. Tutto questo mentre la batteria di Omar Ahsanuddin segna incessantemente un ritmo minimale dalle evidenti qualità intorpidenti.
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Giovedì 6 Maggio 2010


A PLACE TO BURY STRANGERS (USA)

rock/shogaze

Opening : Serena Maneesh (NOR)

new wave/electro

La miglior band alternative di New York secondo il New York Times, "the loudest band in NY" ha scritto il Washington Post.
Inquieti e rumoristici, crudi e viscerali, potenti e sperimentali, gli A Place To Bury Strangers hanno realizzato con loro secondo album “Exploding Head” una pietra angolare del rock sotterraneo dei nostri giorni,un ordigno di rumore organizzato e onirismi devastanti che scava nel passato e si pone come sua affascinante reinterpretazione presente.
Gli A Place To Bury Strangers ripercorrono infatti in chiave moderna e peculiare tutte le strade del dark, del noise e delle atmosfere shoegaze, dalla metà degli anni Ottanta fino a questi anni zero. Strade sudice, marce, rumorose, impregnate degli umori metropolitani, drastici ed estremi caratteristici della tradizione rock della Grande Mela.
I loro live sono esperienze uniche di suoni tangibili, mix intervallati da riff di chitarra e basso che si intrecciano in loop e feedback, dove la batteria è spesso rincorsa dalla drum machine, con conseguenze quasi industrial, rendendo tutto molto più caotico e ritmico allo stesso tempo.
Eppure il rumore non affonda la voce, né annacqua la batteria: tutto è in primo piano, con una carica di aggressività granitica, dove protagonisti assoluti sono gli esperimenti sull'effettistica guidati dal cantante e chitarrista Olivier Ackermann, boss della Death by Audio, azienda specializzata nel produrre pedali per chitarre dagli effetti devastanti, la quale annovera fra i propri clienti abituali gente come U2, Wilco, Nine Inch Nails, Thurston Moore.
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Venerdì 7 Maggio 2010


RED WORMS FARM

post punk

presentazione nuovo album!

Martedì 11 Maggio 2010


LIARS (USA)

psychedelic punk

Opening : Fol Chen (USA)

pop punk/electronica

Acclamati come la salvezza del rock, tra i pochissimi punti di riferimento possibile per il pubblico indie, tra i pochi in grado di sfornare dischi d’avanguardia nei quali è praticamente impossibile cercare le coordinate esatte verso le quali hanno deciso di muoversi per l'indubbia capacità di porsi costantemente come crocevia perfettamente ibrido tra le tendenze più diffuse nel sottobosco musicale di questi anni.
Un caleidoscopio di suoni ed immagini, un crocevia perfettamente ibrido che dal vivo trascina il pubblico in un furioso sabba guidato dal carisma di Angus Andrew degno erede del Nick Cave periodo Birthday Party.
All’Unwound portano il loro nuovo quinto disco "Sisterworld", su etichetta Mute, in uscita il 12 marzo in Italia .
Per il nuovo lavoro la band è tornata a lavorare negli USA, dopo la parentesi berlinese dei precedenti lavori, sotto la regia di Tom Biller (Beck, Kanye West…).
"Sisterworld" è un disco ampio, musicalmente c’è tutto il mondo del combo , il loro strano immaginario: atmosfere cinematiche e momenti di autentica narrazione con suoni e movimenti che si muovono proprio come farebbe un film o un romanzo. I Liars hanno una scuola superbamente consolidata che permette al gioco di riuscire in perfetta simbiosi tra immaginario ed immaginato, costruendo uno spaccato formidabile in cui immergersi: chiara la scelta stilistica di utilizzare linguaggi precisi per ogni singola necessità, lasciando che sia la canzone a guidare la band, anziché viceversa.
"Sisterworld" sarà stampato anche in edizione speciale, contenente un secondo disco di remix e reinterpretazioni degli 11 brani in tracklist: firmano queste nuove versioni Thom Yorke, Tunde Adebimpe (TV On The Radio), Bradford Cox (Deerhunter / Atlas Sound), Melvins, Alan Vega (Suicide), Chris & Cosey (Throbbing Gristle) e Blonde Redhead.
Angus Andrew ha spiegato così l'iniziativa: "E' stato chiesto loro di reinterpretare i pezzi con qualsiasi mezzo necessario e il risultato è di gran lunga il più entusiasmante sforzo collaborativo nel quale siamo stati coinvolti.".
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Mercoledì 12 Maggio 2010


NOmeansno (CAN)

hardcore postpunk

Opening : INVASIVES (CAN)

hcore punk

Una delle band più amate dalla scena underground/alternativa mondiale, una bandiera. “From oscurity to oblivion. Weather permitting”: questi sono i Nomeansno, la sezione ritmica più pericolosa del rock indipendente.
Guasconi irriverenti dotati di tecnica sopraffina i Nomeansno sono stati i primi a superare gli stilemi tipici del punk rock, unendo Black Flag e Devo, Contortions e Soft Machine, Canterbury e Broadway, mischiando hardcore, funk, jazz e progressive segnando la strada per band come Primus, Fugazi, Shellac, Jesus Lizard, il noise AmpRep e tutto il jazzcore.
All’Unwound portano il loro ultimo lavoro All Roads Lead To Ausfahrt quattordicesimo album in studio dei fratelli Wright (qui coadiuvati dal chitarrista Tom Holliston), l’ennesima gemma postcore di una formazione ormai in giro da venticinque anni e perennemente occupata a offrire concerti spettacolari, pieni di energia e sarcasmo affilato e pericoloso come una lama arrugginita. Il loro postpunk articolato, spiazzante e davvero impressionante per gittata, viene messo al servizio di una visione disincantata del mondo, la stessa, grottesca e cinica allestita tanto tempo fa dai Dead Kennedys ai tempi di "Fresh Fruit…" o dai Cardiacs di "The Seaside". Molestatori, punk in crisi d’identità, ospiti che non se ne vogliono andare, inquietanti educatori televisivi si muovono in uno scenario apocalittico fitto di metafore terrorizzanti. "Heaven has no angels/heaven is no goal/heaven’s not in heaven/heaven’s in the dust beneath my soles" ricordano i Nomeansno che in ogni momento fanno gravare sulle parole il peso schiacciante di un hardcore senza tempo di grande potenza evocativa: che giochino con il cowpunk spastico di "Mondo Nihilissimo 2000" o il punk à la Descendents della fulminante "Mr In Between". Un capolavoro di cattiveria.
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Martedì 25 Maggio 2010


WOLF EYES (USA)

ambient noise / harsh metal

Il gruppo più seguito e mitizzato dell’intero panorama underground americano: un’atipicità stilistica che scolpisce il cuore della scena musicale internazionale frutto delle manipolazioni avanguardistiche dell’America sotterranea, la parte oscura che ruota attorno a questi creatori dell’universo sperimentale.
Numerosi show, tantissime registrazioni autoprodotte, edizioni ultralimitate al confine con un culto esoterico, la scelta teutonica che rima, perfettamente, con l’idea d’indipendenza. Il loro sound è noise e venato di oscurità: fedeli prosecutori dell’etica nichilista del punk, i Wolf Eyes di Nate Young riuniscono in modo quasi scientifico l’alienazione post-industriale già vomitata da Genesis P-Orridge, le brutalità hardcore noise dell’East Coast rivisitate in chiave power-electronics e l’estremismo concettuale di frange metalliche all’avanguardia.
All’Unwound portano il loro ultimo lavoro Always Wrong,quasi un riassunto della loro carriera, da subito un must-have per tutti i fan della band ma anche un un ottimo inizio per i “principianti” del culto dei trio di Ann Arbor che da qui potrebbero partire per investigare la carriera di una delle band più inquietanti del pianeta.
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